Home

Può il marxismo sostituirsi davvero al cattolicesimo? La Storia ci dice che i primi tentativi sono stati totalmente fallimentari, seppure oggi vediamo diventare sempre più in voga quelle considerazioni sociologiche e filosofiche che indicano la fine delle società disciplinari e l’inizio di quelle del controllo. Quanto si auspicava il comunismo, infatti, era il superamento delle classi, della falsa coscienza, l’ideologia che si faceva scienza.

In fondo è la prassi quel che si è cercato di mettere in risalto. Teoria e prassi messe insieme fanno l’organizzazione. Difatti vediamo oggi molte realtà politiche della fazione extraparlamentare, strutturarsi inconsciamente secondo esigenze di natura organizzativa (trovare i fondi, mantenere occupazioni, negoziare con le istituzioni etc) e utilizzano i contenuti come slogan per affermare e autodeterminare la propria lotta. Il tentativo di gregarizzare diventa asservito a esigenze di marketing.

La proposta marxista, divenuta in certi periodi del Novecento quella preponderante in ambito culturale, ritengo fosse effettivamente frutto di una “rottura epistemologica” come avrebbe detto Louis Althusser. Però oggi il marxismo si presenta spesso come garante di una società che non esiste più.

Che cosa è successo? Il tentativo di trasformare l’ideologia in scienza è diventato anch’esso una forma di falsa coscienza?

Considerato che anche la Chiesa risponde oggi di queste logiche sociali, quanto manca non è il Comunismo come nuova religione, ma la coscienza dell’avvento suggerito da Marx.

Se le menti umane funzionano secondo un’ottica escatologica, va benissimo, diamo questa escatologia. Ma se la ripulissimo per bene e le dessimo una funzione pratica, non sapremmo forse in maniera più organica che cosa ci sta succedendo e quali decisioni dobbiamo prendere?

I gregari delle lotte civili, o gli oppositori del Capitalismo, sanno per caso che il linguaggio che li difende presenta in sé i lasciti di quel senso di colpa cattolico che garantisce il piacere del peccato e la potenza dell’inconscio?

Se difendere sé stessi diventa sempre più difficile, quando i soldi vengono elargiti per far si che si possano indossare abiti che non ci appartengono, bisogna continuare con questa resa e diventare piccoli personaggi famosi che si apriranno una pizzeria (come la nostra autostima mediasettata ci aveva promesso) oppure iniziare a scommettere di organizzare pur nel rischio di essere situati davanti a calamità naturali (e naturalizzate)?

Credo che senza diventare famosi, anche aprirsi una pizzeria potrebbe essere dignitosissimo, ma in fondo resta il fatto che oggi è successo qualcosa che Marx aveva previsto ma non aveva tanto nominato: la fine della politica.

Lasciando perdere la fine delle modernità, i vari postquesto e postquello. La politica oggi è diventata drammaticamente impossibile. Costantemente le regole vengono messe in discussione e ci vorrebbe soltanto un’organizzazione radicale (ahimè forse totalitaria, nel senso tecnico del termine) per far si che si possa dividere in maniera più equa il Comfort.

Invece altro che Comfort. Siamo stati privati anche delle preghiere e non ci resta che colpevolizzarci costantemente di essere poveri e non avere un futuro. Il fine lo sappiamo qual è: la propagazione della specie. E dobbiamo stare pure muti perché sennò Darwin viene a stenderci con due mosse di Karaté. Ma dunque se dentro di noi dorme un profondissimo senso religioso, perché non ci appare Dio e ci dice che Marx aveva ragione?

 

Luca Atzori

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s